L’assicurazione è uno degli aspetti più importanti della tecnica alpinistica: conoscere e applicare correttamente le tecniche di assicurazione è fondamentale per affrontare le salite in sicurezza, sia in ambiente attrezzato che in pareti d’avventura. In montagna, dove l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, la corretta tecnica di assicurazione può fare la differenza tra una giornata ben gestita e una situazione pericolosa.
Nel tempo, l’assicurazione si è evoluta sia dal punto di vista degli strumenti, sia nelle modalità di applicazione. In questo articolo analizzeremo come si fa la sicurezza in parete, quali attrezzature sono essenziali e quali accorgimenti pratici adottare, specialmente in ambienti non attrezzati.
Come si fa sicura in montagna: guida pratica
Fare sicura in montagna implica proteggere il proprio compagno durante la salita o la discesa. Vediamo in pratica come si svolge questo processo.
-
Preparazione dell’ancoraggio
Inizia con la costruzione di un punto sosta affidabile, sfruttando ancoraggi naturali (come spuntoni di roccia) o artificiali (chiodi, friends, dadi). Questi punti vengono collegati tramite una longe o una fettuccia in modo da ottenere un sistema a triangolo o distribuito. -
Collegamento della corda all’assicuratore
L’assicuratore si collega all’ancoraggio e posiziona un dispositivo di assicurazione, come un mezzo barcaiolo o un Reverso, su un moschettone a ghiera collegato all’anello di servizio. La corda viene passata nel dispositivo, una parte va verso l’arrampicatore, l’altra viene tenuta in mano per frenare. -
Gestione della corda
Durante la salita, l’assicuratore dà corda progressivamente, mantenendo sempre il controllo e la giusta tensione. In caso di caduta, il dispositivo frena la corda, evitando che l’arrampicatore cada troppo in basso. -
Comunicazione
Frasi come “Molla!”, “Tesa!”, “Vado!” sono essenziali per coordinarsi in modo chiaro. In ambienti rumorosi, è utile anche concordare segnali con la corda.
Attrezzatura tecnica in parete attrezzata e ambiente d'avventura
In pareti attrezzate:
- Corda dinamica da 60-80 metri
- Rinvii rapidi
- Imbragatura
- Dispositivi di assicurazione come GriGri, Click-Up o Reverso
- Moschettoni a ghiera
- Casco
In montagna non attrezzata:
Qui entra in gioco la vera tecnica alpinistica. L’assenza di spit fissi richiede l’uso di protezioni mobili e maggiore esperienza nella gestione del rischio.
Strumenti essenziali:
- Dadi e nuts: si incastrano in fessure, creando ancoraggi stabili quando posizionati correttamente.
- Friend (camme): dispositivi a camme che si espandono nella roccia, molto versatili su fessure di diverse dimensioni.
- Chiodi da roccia: in ambienti selvaggi o su vie classiche, possono essere martellati nella roccia dove non ci sono protezioni.
- Fettucce e cordini: utili per costruire ancoraggi su spuntoni o alberi.
- Martello e estrattore (skyhook): strumenti di posizionamento e rimozione dei chiodi.
Consigli pratici:
- Testa sempre la tenuta delle protezioni prima di affidarti ad esse.
- Posiziona almeno due punti sicuri collegati tra loro per ogni sosta.
- Evita la linea retta tra ancoraggi: meglio un leggero angolo distribuito.
- Controlla costantemente il sistema di assicurazione e mantieni la comunicazione attiva.
L’evoluzione delle tecniche di assicurazione
La tecnica di assicurazione ha subito un’evoluzione significativa nel corso dei decenni, migliorando sensibilmente la sicurezza e il controllo durante l’arrampicata. In passato, in montagna si faceva sicura “a spalla” o direttamente con il corpo, avvolgendo la corda attorno a se stessi per arrestare eventuali cadute. Questa tecnica, seppur ancora usata in contesti specifici come le creste o durante arrampicate veloci, presenta gravi limitazioni in termini di efficacia frenante e sicurezza per entrambi i membri della cordata.
Con l’introduzione del mezzo barcaiolo, un nodo che consente una frenata dinamica e controllata, si è compiuto un importante passo avanti nella gestione delle cadute, soprattutto in condizioni di emergenza o su soste improvvisate.
Negli anni '90, l’arrivo di dispositivi semi-automatici come il Petzl GriGri ha rappresentato una rivoluzione nella tecnica di assicurazione: questi strumenti permettono una frenata assistita, riducendo lo sforzo e aumentando il margine di sicurezza, specialmente nelle palestre o in falesia. Tuttavia, in ambiente alpino e in montagna, il loro utilizzo deve essere valutato con attenzione: corde sottili, bagnate o ghiacciate possono ridurne l’efficacia, rendendo preferibile l’uso di sistemi più versatili come i secchielli o il mezzo barcaiolo stesso, che restano ancora oggi tra gli strumenti più affidabili in contesti non attrezzati.
Esempio pratico: come si fa normalmente sicura in montagna
Immagina una classica salita in montagna su una via a più tiri. Due alpinisti, legati in cordata, procedono alternandosi da primo e secondo di cordata.
Il capocordata inizia la salita da una sosta precedentemente allestita con due protezioni (un friend e un dado) collegate da una fettuccia a triangolo. Dopo aver controllato il sistema di assicurazione, parte. L’assicuratore è collegato alla sosta tramite la sua longe e gestisce la corda usando un Reverso, montato sull’anello di servizio con un moschettone a ghiera.
Man mano che il primo sale, piazza protezioni intermedie (altri friends o nuts) e ci fa passare la corda dentro con dei moschettoni. Ogni protezione riduce il potenziale volo in caso di caduta.
L’assicuratore, mantenendo la corda leggermente tesa, dà corda solo quando serve e sempre con attenzione. Quando il primo raggiunge la nuova sosta, la costruisce con due ancoraggi solidi, si autoassicura e grida “sosta!”. Il secondo allora inizia a smontare la sosta inferiore e parte in arrampicata, mentre il primo lo assicura dall’alto con lo stesso Reverso, ora usato in modalità autobloccante.
Questo semplice esempio mostra l’importanza del controllo, della comunicazione e dell’applicazione corretta della tecnica, che resta il vero fondamento per la sicurezza in ambiente alpino.
Conclusioni: tecnica, esperienza e sicurezza
La sicurezza in montagna non è solo una questione di attrezzatura, ma soprattutto di tecnica, esperienza e buon senso. Saper scegliere e piazzare le protezioni, leggere il terreno e mantenere calma e lucidità sono abilità essenziali. L’assicurazione è un’arte che si affina con la pratica e lo studio, ed è ciò che fa davvero la differenza quando ci si muove in ambienti severi e isolati.