Tecniche di assicurazione in montagna: come fare sicura con efficienza e sicurezza

L’assicurazione è uno degli aspetti più importanti della tecnica alpinistica: conoscere e applicare correttamente le tecniche di assicurazione è fondamentale per affrontare le salite in sicurezza, sia in ambiente attrezzato che in pareti d’avventura. In montagna, dove l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, la corretta tecnica di assicurazione può fare la differenza tra una giornata ben gestita e una situazione pericolosa.

Nel tempo, l’assicurazione si è evoluta sia dal punto di vista degli strumenti, sia nelle modalità di applicazione. In questo articolo analizzeremo come si fa la sicurezza in parete, quali attrezzature sono essenziali e quali accorgimenti pratici adottare, specialmente in ambienti non attrezzati.

Come si fa sicura in montagna: guida pratica

Fare sicura in montagna implica proteggere il proprio compagno durante la salita o la discesa. Vediamo in pratica come si svolge questo processo.

  1. Preparazione dell’ancoraggio
    Inizia con la costruzione di un punto sosta affidabile, sfruttando ancoraggi naturali (come spuntoni di roccia) o artificiali (chiodi, friends, dadi). Questi punti vengono collegati tramite una longe o una fettuccia in modo da ottenere un sistema a triangolo o distribuito.
  2. Collegamento della corda all’assicuratore
    L’assicuratore si collega all’ancoraggio e posiziona un dispositivo di assicurazione, come un mezzo barcaiolo o un Reverso, su un moschettone a ghiera collegato all’anello di servizio. La corda viene passata nel dispositivo, una parte va verso l’arrampicatore, l’altra viene tenuta in mano per frenare.
  3. Gestione della corda
    Durante la salita, l’assicuratore dà corda progressivamente, mantenendo sempre il controllo e la giusta tensione. In caso di caduta, il dispositivo frena la corda, evitando che l’arrampicatore cada troppo in basso.
  4. Comunicazione
    Frasi come “Molla!”, “Tesa!”, “Vado!” sono essenziali per coordinarsi in modo chiaro. In ambienti rumorosi, è utile anche concordare segnali con la corda.

Attrezzatura tecnica in parete attrezzata e ambiente d'avventura

In pareti attrezzate:

  • Corda dinamica da 60-80 metri
  • Rinvii rapidi
  • Imbragatura
  • Dispositivi di assicurazione come GriGri, Click-Up o Reverso
  • Moschettoni a ghiera
  • Casco

In montagna non attrezzata:

Qui entra in gioco la vera tecnica alpinistica. L’assenza di spit fissi richiede l’uso di protezioni mobili e maggiore esperienza nella gestione del rischio.

Strumenti essenziali:

  • Dadi e nuts: si incastrano in fessure, creando ancoraggi stabili quando posizionati correttamente.
  • Friend (camme): dispositivi a camme che si espandono nella roccia, molto versatili su fessure di diverse dimensioni.
  • Chiodi da roccia: in ambienti selvaggi o su vie classiche, possono essere martellati nella roccia dove non ci sono protezioni.
  • Fettucce e cordini: utili per costruire ancoraggi su spuntoni o alberi.
  • Martello e estrattore (skyhook): strumenti di posizionamento e rimozione dei chiodi.

Consigli pratici:

  • Testa sempre la tenuta delle protezioni prima di affidarti ad esse.
  • Posiziona almeno due punti sicuri collegati tra loro per ogni sosta.
  • Evita la linea retta tra ancoraggi: meglio un leggero angolo distribuito.
  • Controlla costantemente il sistema di assicurazione e mantieni la comunicazione attiva.

L’evoluzione delle tecniche di assicurazione

La tecnica di assicurazione ha subito un’evoluzione significativa nel corso dei decenni, migliorando sensibilmente la sicurezza e il controllo durante l’arrampicata. In passato, in montagna si faceva sicura “a spalla” o direttamente con il corpo, avvolgendo la corda attorno a se stessi per arrestare eventuali cadute. Questa tecnica, seppur ancora usata in contesti specifici come le creste o durante arrampicate veloci, presenta gravi limitazioni in termini di efficacia frenante e sicurezza per entrambi i membri della cordata.

Con l’introduzione del mezzo barcaiolo, un nodo che consente una frenata dinamica e controllata, si è compiuto un importante passo avanti nella gestione delle cadute, soprattutto in condizioni di emergenza o su soste improvvisate.

Negli anni '90, l’arrivo di dispositivi semi-automatici come il Petzl GriGri ha rappresentato una rivoluzione nella tecnica di assicurazione: questi strumenti permettono una frenata assistita, riducendo lo sforzo e aumentando il margine di sicurezza, specialmente nelle palestre o in falesia. Tuttavia, in ambiente alpino e in montagna, il loro utilizzo deve essere valutato con attenzione: corde sottili, bagnate o ghiacciate possono ridurne l’efficacia, rendendo preferibile l’uso di sistemi più versatili come i secchielli o il mezzo barcaiolo stesso, che restano ancora oggi tra gli strumenti più affidabili in contesti non attrezzati.

Esempio pratico: come si fa normalmente sicura in montagna

Immagina una classica salita in montagna su una via a più tiri. Due alpinisti, legati in cordata, procedono alternandosi da primo e secondo di cordata.

Il capocordata inizia la salita da una sosta precedentemente allestita con due protezioni (un friend e un dado) collegate da una fettuccia a triangolo. Dopo aver controllato il sistema di assicurazione, parte. L’assicuratore è collegato alla sosta tramite la sua longe e gestisce la corda usando un Reverso, montato sull’anello di servizio con un moschettone a ghiera.

Man mano che il primo sale, piazza protezioni intermedie (altri friends o nuts) e ci fa passare la corda dentro con dei moschettoni. Ogni protezione riduce il potenziale volo in caso di caduta.

L’assicuratore, mantenendo la corda leggermente tesa, dà corda solo quando serve e sempre con attenzione. Quando il primo raggiunge la nuova sosta, la costruisce con due ancoraggi solidi, si autoassicura e grida “sosta!”. Il secondo allora inizia a smontare la sosta inferiore e parte in arrampicata, mentre il primo lo assicura dall’alto con lo stesso Reverso, ora usato in modalità autobloccante.

Questo semplice esempio mostra l’importanza del controllo, della comunicazione e dell’applicazione corretta della tecnica, che resta il vero fondamento per la sicurezza in ambiente alpino.

Conclusioni: tecnica, esperienza e sicurezza

La sicurezza in montagna non è solo una questione di attrezzatura, ma soprattutto di tecnica, esperienza e buon senso. Saper scegliere e piazzare le protezioni, leggere il terreno e mantenere calma e lucidità sono abilità essenziali. L’assicurazione è un’arte che si affina con la pratica e lo studio, ed è ciò che fa davvero la differenza quando ci si muove in ambienti severi e isolati.